Archivio per Giugno, 2007
A quanto pare l’ADSL non è un miraggio
“L’ADSL a Bagnoregio è finalmente e definitivamente realtà. Il 25 maggio scorso avevamo promesso la banda larga entro un mese ai nostri concittadini ed ora con grande soddisfazione dobbiamo comunicare che, a tempo di record, gli impianti sono stati messi in funzione e già l’intero nucleo abitato di Bagnoregio risulta coperto dal servizio. Prossimo obiettivo sarà dare copertura alle frazioni e all’intero territorio comunale, non vogliamo ancora sbilanciarci, faremo comunque il possibile affinché anche in questo caso il tempo necessario sia il più breve possibile.
Mercoledì 4 Luglio alle ore 17,30, come Amministrazione Comunale, abbiamo organizzato una conferenza al Nuovo Auditorium, tecnici ed esperti saranno a disposizione per rispondere ad ogni domanda e dubbio dei nostri concittadini, sarà già possibile in quella sede fare richiesta di attivazione del servizio. Mi preme ricordare che la realizzazione degli impianti è stata possibile grazie agli investimenti in proprio di una società privata, la SETECK e che nemmeno un centesimo è stato speso del denaro pubblico. Sarebbe fantastico se questo virtuosismo amministrativo, che si concretizza nella rapidità con cui si crea una struttura per offrire un servizio e con il risparmio per le tasche dei contribuenti, potesse diventare un esempio anche per tutte quelle amministrazioni pubbliche che dicono tante parole, fanno tante riunioni, spillano tanti soldi ai nostri cittadini e poi non riescono ad organizzare né strutture né servizi.”
Sono queste le parole con cui Francesco Bigiotti, Vicesindaco di Bagnoregio, annuncia l’arrivo della tanto attesa linea ADSL.
Nel nostro comprensorio comuni come Porano o CastelViscardo, solo per citarne alcuni, non hanno ancora beneficiato di questo “virtuosismo amministrativo” e attendono fiduciosi un allaccio che non è previsto in tempi record come avvenuto nel vicino comune di Bagnoregio. Impedimenti burocratici, amministrativi, logistici e, non da ultimo, di natura puramente tecnica, rallentano l’arrivo di un servizio ai cittadini e alle aziende. Cittadini e aziende che sono tagliati fuori da un mondo e da servizi che con i collegamenti cosiddetti “lenti” non è più possibile, ai giorni nostri, fare i conti in nome di una tecnologia che galoppa verso un futuro che, per le nostre zone, è ancora ben al di là da venire. L’esperienza bagnorese credo possa insegnare che volendo i sistemi e i mezzi si trovano, le carte si firmano, i cavi si tendono. Credo che unire le forze per coprire le esigenze di cittadini e aziende da parte dei comuni interessati sia un impegno che può portare davvero a una felice conclusione. Le forme di intervento tecnico ci sono e non è pensabile che si possa stare con le mani in mano in attesa di un ente che si sta organizzando (forse sta solo spartendo le poltrone) per permettere di utilizzare informazioni e servizi che, quando e se arriveranno, saranno già nella maggior parte dei casi, obsoleti e inservibili. In questa ottica allora ben venga la partecipazione del privato laddove possibile, in aiuto alla macchina informe e pachidermica statale che sempre più spesso dimentica i bisogni primari dei cittadini per poi ricordarsene sotto consultazioni elettorali e, a volte, nemmeno in quel momento.
Confaloniera. Chiuso per … lavori.
Uno dei posti della mia città che più mi ricordano l’estate e le vacanze è senza dubbio il viale della “Confaloniera”. Fresco, ombreggiato, pieno di ragazzini che giocano e nonni che discutono. Ecco questa estate, che Mocio & C. hanno deciso di passare amministrativamente sul lite motiv “oggi che ti chiudo?”, questa afosissima estate, i giardini della Confaloniera sono chiusi. Per lavori. Chiusi.

I soliti Conticelli e Cortoni (AltraCittà) si fanno portavoce del nostro stupore, delle nostre domande in una interrogazione che mira a far luce sull’effettiva necessità di privare la città, proprio d’estate quando il viale è meta preferita da tutti gli orvietani (alzi la mano chi d’estate non ci fa un salto), di un posto dove incontrarsi, chiacchierare, correre in santa pace, bere alla fontanella.
Insomma dopo la piscina, i cui lavori, pare, si possano fare solo d’estate, anche il viale passa a temporanea miglior vita.
Egregio Signor Sindaco, mi (ci) potrebbe spiegare perchè questi lavori sono tanto urgenti? Perchè vanno fatti ora mentre ci sono molti altri lavori a mio avviso altrettanto urgenti (Rocca Albornoz fatiscente, giardini di San Paolo pessimi, Giardini di San Domenico al limite della fruibilità ecc.)? Non si poteva iniziare a ottobre, quando le fredde giornate ci avrebbero naturalmente allontanato da uno dei luoghi che ci piace di più in città? Quando ce la chiude P.zza del Duomo?
(fotografia da www.orvietosi.it)
Quote Rosa o quote basse?
Non condivido il proclama sbandierato da Emily in Umbria per la nomina della signora Soleti ai vertici ATC. Mi dispiace ma non sono d’accordo con questo voler a tutti i costi affermare una pseudo vittoria della parte politica in rosa!
Premetto di non essere mai stata una femminista convinta, e sostengo che un posto uno se lo merita per il suo impegno, per i suoi meriti professionali, per la passione, perchè no, con cui svolge le proprie mansioni. Non perchè si è uomo o donna. Questo almeno io penso, e questo è quello in cui credo, ma troppo spesso ragioni clientelari e misogine hanno prevalso sulle vere potenzialità dei singoli. Non conosco il background della signora in questione e non ne voglio, quindi, discutere. Non trovo affatto di buon gusto e dell’eleganza culturale e dialettica che secondo me Emily dovrebbe insegnare, esultare ad ogni conquista di una delle socie, nè se questa se lo è meritato davvero, nè se la nomina arriva da uno scambio di favori, di poltrone, di voti, di dolci o semplicemente di persone. Emily appare ai miei occhi, così facendo, una casta di donne che come unico scopo hanno quello di “sottrarre” potere al nemico. Emily invece, dovrebbe, secondo me, incentivare e potenziare il lavoro femminile nella politica, nel sociale, prendersi carico della formazione e della alfabetizzazione di un mondo da sempre etichettato di “serie B”. I proclami come questo mi sanno di presa in giro, di sabba mediatico, di vecchie partite tra scapoli e ammogliati. Emily è molto di più, e scendere a così miseri livelli non è da lei. Poi se la “vincitrice” in questo caso è stata posta sulla poltrona per meritocrazia o clientelismo ormai non mi sorprende più. Ma mi indigna sentire spacciare una conquista politica fatta di sfaccettature per lo più complesse, per vittoria del pensiero femminile, anch’esso complesso e sfaccettato ma, a mio avviso, libero da condizionamenti e vessazioni. Auguri alla signora Soleti e per favore basta con slogan post-femministi: “Un’altra donna nella stanza dei bottoni, sola soletta, ma presto ce ne saranno altre a farle compagnia, socie e non socie di Emily: le donne vogliono esserci!”
Secondo me le donne vogliono solo essere libere di poter pensare di farcela, alla stessa stregua dei colleghi uomini, niente di più.
Dimenticavo di dire che proprio qualche giorno fa mi ero augurata che una donna fosse scelta per la direzione del nuovo PD, non a caso, ma perchè solo le donne sanno rinnovarsi e mai restare immutate. Ma un conto è una scelta che possa traghettare questo nuovo soggetto politico verso una più matura condizione di vita, un conto è issare le bandiere rosa se questo accade. E’ una questione di stile, forse, di classe, quello stile e quella classe che proprio nelle donne traspare e pervade ogni lavoro in cui sono impegnate.
Tempi moderni, ma dove?
L’altra sera ho provato tanta amarezza,tristezza e vergogna,non di essere orvietano,ma di avere “queste”persone che amministrano la citta’.In televisone e’ andato in onda “Tempi Moderni”,condotto da Irene Pivetti,e tra i tanti temi affrontati,era compreso anche quello dell’acqua( oro blu),dei suoi costi eccessivi per la proliferazione,nella sua getione,di enti pubblico-privati,degli acquedotti colabrodo,degli sprechi e della sua presenza saltuaria nelle case ed anche della sua totale assenza pluriennale dai rubinetti casalinghi.
Per dimostrare questo ultimo esempio,Rete 4,ha scelto proprio Orvieto,una Citta’ hanno detto,provocatoriamente, distante pochi chilometri da Roma,cioe’ da una civilta’ millenaria.Per fortuna non hanno saputo che un nostro sindaco,l’arcata di un acquedotto romano l’ ha distrutta,sostituendola con una trave di ferro,per far transitare le bisarche.
Ed il caso Caiello,e’ riesploso negativamente su tutti i teleschermi italiani,con un effetto anche altamente emotivo,nel vedere sua moglie,privata poveretta del dono della vista,dover affrontare quotidianamente una situazione,che farebbe impazzire anche Giobbe. ed il tutto da piu’ di vent’anni,malgrado le sollecitazione,sempre inascoltate,inviate al Palazzo di Orvieto.C’erano anche altre famiglie nelle stesse “condizioni” ed un imprenditore che aveva l’attivita’ ferma per questa causa.E diciamolo,anche un orvietano fortunato,ma solo lui,al quale il Comune di Castiglione in Teverina,aveva fatto “dono” di un allaccio alla sua rete idrica.Tutto fa’ brodo in TV!
La scena poi si sposta in Comune.Era tanto che non vi entravo fisicamente,ma attraverso le immagini televisive,ha notatto molto lusso,molta moderna tecnologia e molti addettti alla persona del Sindaco e del suo vice.Non e’ una critica.D’altronde i tempi sono diversi,ma almeno utilizziamo il tutto per… e non solo per apparire.
Alla richiesta della inviata di Rete 4 ,di poter parlare al il Sindaco o chi per lui,la risposta degli addetti alla “persona” e’ stata univoca.Non ci sono.Alla fine ha “prevalso” il “segretario” di Capoccia,che lo ha rintracciato telefonicamente e noi telespettatori abbiamo solo udito queste parole,sembrava provenienti d’oltre tomba,che ”assicuravano” la giornalista che i lavori sarebbero iniziati presto. ????????????????????????????!
Fine del servizio.Ma e’ possibile che una rete televisiva vada a “sputtanare”una citta’ turistica ed internazionalmente conosciuta, e non avverta oltre che il danneggiato,anche il danneggiatore?Almeno per completezza di cronaca. Non credo a questa scortesia. Striscia la notizia ha da sempre un simile civile comportamento.
E se per ipotresi quel giorno tutte e due i “vertici”avessero avuto un impegno non rinviabile,perche’ non spostare il servizio televisivo o se impossibile anche questo, delegare,in modo che altri assessori o funzionari addetti al problema,documentandosi,avessero potuto risparmiare alla nostra Citta’,una figura a dir poco vergognosa,da terzo mondo?.Ma cosi’, purtroppo, e’ terminata la trasmissione!
Pasquino
Roteando… respirando
Tempo fa mi aveva incuriosito, durante un mio viaggio in quelle parti d’Italia, il curioso sistema di viabilità ordinaria della cittadina di Lodi. Cittadina, ormai provincia, cresciuta ai piedi dell’hinterland milanese su un modello urbano che si raccoglie intorno al centro storico per dipanarsi poi nella pianura costellata di grandi fabbriche e aziende. La mia curiosità fu rapita dall’enorme numero di rotatorie presenti nella città. Mai vista una città con più rotatorie. Nessun incrocio, nessun semaforo, si rotea di qua e di là senza mai perdersi (o quasi) uno svincolo. Grandi rotatorie con molte tangenti a svincolo.
Qua da noi forse si sta tentando di battere il record. Prima a spuntare (correggetemi se sbaglio) la rotatoria di porta romana, poi la mega rotatoria di orvieto scalo, poi quella di ciconia, quella dell’ospedale, quella di castelviscardo, quella di viceno. Insomma un pieno roteante che, a differenze di quelle di Lodi, non risolvono, a mio parere, per nulla gli ingorghi nelle vie di transito più affollate.
Non risolvono perchè nella maggior parte dei casi sono troppo piccole, hanno un diametro troppo piccolo e gli svincoli anzichè essere tangenti, sono perpendicolari ma su tutto non risolvono perchè NON SAPPIAMO USARLE. Per l’orvietano medio la corsia interna della rotatoria serve per fregarti e sorpassarti per poi tagliarti la strada sullo svincolo.
Invece secondo me sono un buon sistema per veicolare il traffico e ne ipotizzerei una anche allo svincolo a ciconia tra via dei tigli e via degli olmi, e perchè no anche a piazza cahen.
Insomma non lamentiamoci sempre degli strumenti che il nostro benemerito palazzo ci offre, proviamo ad imparare ad usarli prima di dare la colpa al solito ingegnere.
Una cosa la devo però dire, vi prego, basta obelischi.
Miraggio! I vigili all’ospedale!
Rassicuro subito tutti, stanno bene anzi li ho visti proprio in ottima forma. Era da tempo che mi chiedevo come mai una pattuglia di vigili urbani non girasse mai nel parcheggio dell’ospedale. Oggi li ho visti in azione e devo dire che erano perfetti. Nel parcheggio antistante l’ingresso dell’Ospedale, nell’area riservata a chi autorizzazione per il trasporto di invalidi, ci trovo spesso auto non autorizzate, e avolte non riesco a parcheggiare e devo lasciare l’auto più lontano. La mia autorizzazione è stata rilasciata dai vigili per il trasporto di mio padre, invalido. E come me ci sono quotidianamente molte persone che ne hanno (avrebbero) il diritto che invece devono arrangiarsi perchè i posti sono occupati da auto senza tesserino di gente furba e meschina.
Perchè ditemi per favore c’è un atto più meschino dell’occupare un posteggio dedicato a chi ha difficoltà, da parte di chi invece (grazie a Dio) non ne ha alcuna e ha solo fretta o caldo?
Beh oggi i vigili urbani hanno tappezzato alcune auto senza autorizzazione di bellissimi e svolazzanti foglietti rosa e bianchi. Era ora. Tornate più spesso. Perchè chi è in difficoltà ha bisogno di posto sia per parcheggiare che per fare manovra.
Apre Forza Nuova? e allora?
Leggo oggi un articolo su orvietonews sull’apertura di una sede di Forza Nuova a Baschi. Laura Ricci, che lo firma, ci descrive una atmosfera di grande intolleranza intorno alla questione. Prese di posizione tutto d’un pezzo anche da parte del Sindaco Grasselli, e da molte altre fazioni.
Ricordando che in Italia, secondo Costituzione, che non mi pare proprio una carta da poco, è vietato ricostituire un partito fascista, vorrei anche dire che Forza Nuova, al momento, è un partito come gli altri, e che, quindi, nel bene o nel male delle proprie apologie, ha dirittto di espressione, di parola, di manifestazione, di riunione. Sempre che tutto avvenga nel rispetto, nella garanzia del rispetto altrui e dell’altrui pensiero.
Se Forza Nuova e i componenti della neonata sezione sapranno integrarsi nel panorama politico orvietano con rispetto e con cognizione che la politica e le idee non si esprimono con le mani ma con i fatti, non vedo perchè alzare tanto polverone che poi è molto caldo e ci viene subito sete.
Non sarà che la coperta è troppo corta e ogni arrivo di possibili pretendenti al calduccio instaurato porta ad una inevitabile “scoperta” di qualcuno?
Cerchiamo di essere più tolleranti e meno ingenui, in pratica più svegli. Apre Forza Nuova? Auguri …. in tutti i sensi.
Il Borgo? … un fiorino
Dal 2 luglio parcheggiare sotto al “Borgo” (ma perchè non smettiamo di chiamare quel luogo così? non vi pare degradante più della realtà?) costerà 50 cent l’ora. Fin qui potremmo dire niente di speciale, dato che per lo più ci parcheggiamo per andare all’Ufficio dell’Entrate, dove si sa, pagare è normale, pagheremo pure questo. Ma chi in quelle zone snobbate da tutto e da tutti ci lavora, dovrà metter mano al portafoglio in maniera più pesante. Ecco quello che proprio non mi va giù. Orvieto non pensa mai agli orvietani. Ma a tutti gli altri. Chi lavora, vive, e paga le tasse per questo comune è l’ultimo sulla lista delle “cose da fare”. Ok, paghiamo il parcheggio, tanto la coop sembra andarsene prima o poi, e il resto dei commercianti probabilmente faranno la stessa fine. In pratica, riusciamo sempre a distruggere tutto. Perchè invece non abbassiamo le tasse tipo ICI per l’acquisto di locali commerciali in quei luoghi? Perchè non usare l’interno per mostre, feste, incontri? Lo abbiamo già dato per perso quel luogo tanto caro agli anziani del paese. Non è giusto, Orvieto è Orvieto in lungo e in largo. Orvieto non è solo dove ci pare più comodo. E noi paghiamo. Sempre. E pure zitti dobbiamo stare.
Donne in marcia per il PD
Come le loro colleghe nazionali, le donne di Orvieto in marcia per il PD vogliono lavorare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto politico ed esserne, con il loro stile di vita e il loro linguaggio, cofondatrici: senza sterili rivendicazioni, piuttosto nell’ottica di una cooperazione paritaria tra donne e uomini nella costruzione della democrazia, con l’obiettivo di regalare più spazio privato agli uomini e di conquistare maggiore spazio pubblico per sé. (leggi orvietonews)
“Il Pd cala l’asso del segretario sul tavolo. Che non verrà scelto dai cittadini con le primarie ma da all’assemblea costituente che verrà eletta, con modalità ancora tutte da decifrare, il 14 ottobre.” (Corriere.it – 18.06.2007)
Con questa decisione non si va contro il principio secondo cui questo nuovo partito doveva nascere dal basso? Con questi presupposti come, e in quale misura, possono le donne partecipare effettivamente al processo di rinnovamento tanto auspicato e tanto necessario?
“Il presidente del Consiglio ha ribadito che il nuovo partito riformista dovrà essere un soggetto aperto e ha ricordato l’importanza della partecipazione dei giovani e delle donne. «Inoltre – ha concluso – deve miscelare le culture di provenienza».” (Corriere.it – 18.06.2007)
Non sarebbe una svolta epocale scegliere un segretario donna? Non sarebbe un grande risultato e un grande punto di partenza per un partito che, sulla carta, e spero non solo, si propone come forza nuova e vitale nel panorama politico italiano e mondiale? Se tutto resterà come in passato e l’unione delle due entità non sarà in grado di produrre davvero un nuovo soggetto politico che non nasca dalle ceneri ma si evolva da esse sulla base di nuove ed attuali esigenze della popolazione, allora ho la sensazione che il PD nasca già morto. Solo la presenza numerosa delle donne, che in molte occasioni hanno saputo rinascere e evolversi per mai restare immutate, può giocare una seria carta vincente e, nel mio piccolo, auspico davvero un segretario donna, sarebbe non una vittoria, perchè non si gioca per vincere, ma un grosso, grossissimo risultato politico e sociale di cui, è mia opinione, il Paese potrà trarre concreto giovamento.
La banda del “buco”
Su un recente articolo che potete leggere su orvietosi o, se volete, su orvietonews, si legge “L’Amministrazione Comunale sta procedendo nell’operazione di risanamento del Bilancio dell’Ente – afferma il Sindaco in un comunicato – che, tre mesi dopo la manovra di equilibrio (settembre 2006) ha portato al 31 dicembre alla riduzione del disavanzo da oltre 6 milioni e 400 mila Euro, a meno di 2 milioni e 800 mila euro. Una operazione realizzata attraverso una forte razionalizzazione delle spese, peraltro già iniziata nel 2005 e 2006, ed attuando le scelte di bilancio e la concretizzazione del programma di risanamento già approvati dal Consiglio Comunale nel settembre dell’anno scorso”.
Con questi risultati, l’Amministrazione Comunale, nell’ottica della trasparenza, andrà ora a sottoporre alle forze politiche il documento relativo al Bilancio Consuntivo 2006, che verrà discusso ed approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 9 Luglio.
Mocio & C. dicono quindi di essere in grado risanare il bilancio entro il 2007. Se così fosse potrebbero anche salvare la patria, ma manovre del genere temo abbiano bisogno di un più ampio respiro dopo gli anni bui della formazione del “buco”. In pratica si sta “svendendo” parte del patrimonio immobiliare per andare a coprire buchi e smagliature che il passato ha regalato alla attuale giunta, come se questa, nell’insediarsi, non ne fosse già ampiamente a conoscenza.
Certamente l’impegno pare non mancare, ma i metodi lasciano, a mio avviso, un po’ d’amaro in bocca.