Archivio per Agosto, 2007
La capoccia di “Capoccia”
Questa mattina dalle file di Rifondazione qualcuno si è svegliato presto causa pioggerellina fastidiosa e ha deciso che era giunto il tempo di una crociata anti-Capoccia. Vogliono, affermano, la capoccia di Capoccia, Vide-Sindaco dalle molteplici attività prima fra tutte la presidenza ATO. Acqua su tutti i fronti. Rifondazione tuona contro una presunta incompatibilità tra la poltrona di presidente ATO e la poltrona di Vice-Mocio, un conflitto che, pare, potrebbe pesare sui contrib-utenti. Ma se proprio il Capoccia si è pignorato da solo, cercando di recuperare un credito vantato dalla Amministrazione Comunale proprio nei confronti dell’organismo che presiede, dove lo vedono il conflitto? Ma se proprio il Capoccia ha messo faccia e reputazione in gioco nell’affaire Tordimonte, dove lo vedono il conflitto? Altra cosa, se conflitto vogliamo dire che ci sia, come mai solo oggi i Rifondaroli si accorgono si questo “increscioso” aspetto della seduta di Capoccia nello scranno del Vice-Mocio? Non sarà che la terra sotto i loro piedi inizia a tremare sgretolandosi per alcune infiltrazioni di acqua piovana che trascinano a valle troppi sassolini irrequieti? Non sarà che la sinistra, come detto più volte, nello spaccarsi si sta lentamente sbriciolando e quindi è bene aggrapparsi ad ogni cima possibile per non sparire nelle acque sempre più torbide e paludose del nostro benemerito Comune? Mah, ai compagni (mancini, destrolsi o ambidestri?) l’ardua sentenza. Nel frattempo la chioma di Capoccia appare ben asciutta sotto un ombrello damascato e affrescato da mani sapienti.
Uno, due, tre, … Stella!
Mentre finalmente è arrivata un po’ di pioggia sull’orvietano ormai a secco da troppi mesi, dalle stanze comunali sembra giungere notizia di un’altra pioggerellina di agosto, come di consueto, farcita a dovere anche di qualche fulmine inatteso. Le tanto sospirate ferie stanno ormai volgendo al termine e il 14 ottobre (in zona “Columbus Day”) i nostri prodi andranno a riunirsi in una unica fazione intergalattica e sulla Rupe, dove non ci facciamo mai mancare nulla, i giochi per agguantare l’investitura di cavaliere capo dell’armata unica comunale sono in atto. Come già anticipato nei precedenti post, con una divagazione su fronte destro dove la coppia Berlusconi-Brambilla sentendosi esclusa dal rinnovamento sembra essere scesa in battaglia, il duo Gambetta (DS)-Meffi (Marg) sembrava contendersi il tanto ambito locale posto (ambito? Mah …). Ma ecco che come nel più classico temporale di Agosto arriva il fulmine e tac, spunta il buon Marco Frizza (DS) artefice della creazione del “ponte” tra i due (ex?) partiti in primavera. Quindi in ultima analisi come direbbe lo squinternato Peter da Zelig, i fronti ora sono tre. Il sodalizio dal pollice verde, Meffi-Mocio, che entrano nel PD a mio avviso con poco entusiasmo, la compagine guidata dal duo Capoccia-Frizza, reduce da importanti successi politici e la più che navigata asse Stella-Gambetta, dalle cui fila potrebbe uscire molto più che un “semplice” capogruppo. Quindi nubi all’orizzonte come sempre, ma non troppo, in fondo il PD riunirà tutti i bollenti spiriti sotto una pioggerella di voti al candidato in corsa per la segreteria. Veltroni, Bindi e gli altri possono dormire sonni tranquilli, il PD è unico ma qua da noi è pure trino. L’unione fa la forza o la forza fa unione? Marzullamente me ne vo a dar fastidio in giro per la città.
… e chi le toglie di corsa
Mentre a Orvieto il duo Gambetta-Meffi, come descritto nel post precendente, sta per varare la barca su cui, insieme, saliranno di ritorno dalle ferie, in altri lidi, un po’ più a destra di discute di un altro, nuovo, a quanto pare, partito che starebbe per nascere.
Il PdL, ovvero Partito della Libertà, sulla cui venuta al mondo il Cavaliere ha già prontamente provveduto ad inviare alla stampa una smentita non troppo credibile dato che è ormai certo che i suoi giannizzeri più fidati stanno già lavorando al programma.
Insomma il fermento della sinistra ha finito per investire pure la destra.
Strano; però a quanto si legge su La Stampa di oggi, i giochi sembrerebbero già fatti.
E sulla Rupe che si dice nel centro-destra? Come l’avranno presa i nostrani cavalieri?
In linea di massima il rinnovamento in politica per me costituisce sempre un aspetto positivo del sistema, il problema sta nel fatto che rinnovamento, tanto a destra quanto a sinistra, poi non è, le persone sono le stesse, i programmi sono rimescolati quel tanto che basta a confoderci la capa, e alla fine chi ci rimette siamo sempre noi e le nostre tasche semivuote.
C’è chi mette le mani avanti …
“La costituzione del gruppo del Partito Democratico-si legge in una nota- chiamerà i consiglieri membri ad uno sforzo supplementare a sostegno del Sindaco e della Giunta (impegnati nella programmazione degli assi di sviluppo della città) e ad un comune lavoro per affermare una cultura politica compiutamente riformista.”
In Consiglio comunale nasce così il gruppo del PD.
Accidenti! Nasce prima la rappresentanza della cosa da rappresentare!
Mai a Orvieto siamo stati così veloci nel fare qualcosa! I capigruppo Massimo Gambetta (DS) e Roberto Meffi (Margherita) hanno visto bene di piantare la bandiera prima di arrivare in vetta. Chissà, hai visto mai … Mah robe dell’altro mondo … Non esiste ancora il partito, non esiste ancora il segretario, non esiste un documento programmatico da seguire (ogni candidato ha le sue sfumature), non esistono le sedi, non esiste la coscienza popolare ma intanto si creano i gruppi consiliari. Non si perde tempo.
Non vi pare un po’ curioso come iter politico?
Semaforo con tassa
In zona “Case Maggi” è stato installato un impianto semaforico per controllare la velocità delle auto in transito. Il semaforo, in definitiva, ferma quasi tutti dato che la velocità tarata è molto bassa (30 km/h ??). Nella mattina di ieri, due organizatissimi individui hanno visto bene di sfruttare l’unico semaforo funzionante della nostra zona per guadagnare qualche soldino. In due, uno per corsia di marcia, distribuivano agli automobilisti dei volantini, poi ripassavano e chiedevano soldi. Non so dire se l’operazione era autorizzata, so solo che era ben organizzata e assai fastidiosa. Ad Orvieto, credo che il caldo di questa particolare estate stia dando ormai i suoi frutti. O meglio alla frutta ci siamo arrivati da un bel pezzo. Non voglio dire di essere contro chi chiede l’elemosina o pratica l’accattonaggio, che poi è la stessa cosa, ma dico che la cosa ha assunto ormai proporzioni quasi manageriali. Chi dovrebbe fare qualcosa? Non saprei. Chi può impedire tutto questo? Non saprei. Voi che ne pensate?
L’incendio
L’incendio sviluppatosi a Bardano qualche giorno fa, oltre ad aver causato danni e comprensibili disagi alle persone le cui proprietà sono state interessate dall’avanzare delle fiamme, deve far riflettere, ancora una volta, di come le cose (molte cose) vanno avanti nella nostra città. Ho letto di un organico di Vigili del Fuoco nella locale stazione di 6 o 8 unità.
Mi pare una cosa incredibile! Ma come può una città come Orvieto poter contare in tutto su 6 pompieri? Nemmeno “i fantastici 4″ potrebbero bastare in simili circostanze. Ancora una volta mi viene da pensare quanto Orvieto sia considerata a livello regionale, per non parlare a livello nazionale. Non ci vuole Santelli (peraltro persona davvero in gamba) a capire che i nostri sistemi di intervento sono sottodimensionati e che ne accorgiamo sempre quando questi devono essere necessariamente messi in atto.
Il Sindaco va in sopralluogo sul luogo dell’incendio? Benissimo, lodevole, ma capisca anche che deve battere i pugni e farsi sentire e ottenere qualcosa, altrimenti farebbe bene a starsene a casa lontano dall’odore acre che il fuoco ha lasciato dietro di sè.
E’ ora di finirla
Anche ieri sera un paio di ragazzi, a cui la serata afo-noiosa non ha suggerito di meglio che scorrazzare per le vie di Ciconia, con i loro motori ruggenti non ci ha fatto prender sonno.
E’ ora di finirla. Non ne possiamo più. Si sa certo sono ragazzi e se non fanno queste cose da ragazzi quando le faranno mai? Il punto non è questo. Non vogliamo privarli delle sere insieme a chiacchierare per ore, ne del ritrovo al bar, vogliamo che smettano di correre e di frenare all’impazzata facendoci sobbalzare ogni volta da letti e poltrone in attesa del botto. Non lo chiediamo solo per la nostra già fragile voglia di relax, messa a dura prova dalle feste e musicanti vari, ma sopratutto perchè, prima o poi, lo sappiamo tutti, qualcuno finirà per farsi male sul serio. Quindi prima che qualcuno ci rimetta l’estate, o peggio la vita, chiediamo più passaggi di polizia e carabinieri nel quartiere di Ciconia (ma come mai qua da noi non c’è una caserma dei CC?, sarebbe certamente necessaria a mio avviso), specie la sera quando questi Toretto (vedi Fast and Furious) delle due ruote decidono di fare le corse su via dei Cornioli e di frenare in prossimità dell’incrocio. Domanda: ma le gomme chi gliele paga?
Acqua azzurra, acqua chiara
Il compianto Bruno Lauzi dalla chioma bianchissima e vaporosa, ormai gravemente malato era solito ancora canticchiarla ovunque fosse ospite. Nella frazione di Tordimonte, invece, e per altre vicissitudini, il motivetto si canticchia all’arrivo dell’autobotte. Non è bastata la figuraccia fatta dall’intero entourage Mocio in diretta ai microfoni della Pivetti, non è bastata la telefonata stile Portobello dell’infaticabile vice, Capoccia, scopro ora di orgini Tordimontiane (si dice?). Non è bastato esporsi così mediaticamente tanto e ancora le famiglie della zona sono ancora ed inesorabilmente a secco. Ma che succede? “Siamo uomini o caporali?” direbbe il grande Totò. E come Totò ridiamoci ancora una volta su, ma ricordiamoci che a Tordimonte non ridono, hanno sete, hanno necessità come tutti di acqua. Acqua che non vedono da anni, anni, anni. Almeno non prendiamoli (prendiamoci) in giro.
Nasce “Terra Nostra”
Speriamo non sia un sequel della famosa (insomma) telenovela.
Però a rifletterci bene non da l’aria della solita bufala all’orvietana. Mi incuriosisce. Riporto uno stralcio dal comunicato di nascita:
…“Dire no al sì e sì al no.
Questo è il metodo del pensiero che riteniamo imprescindibile per affrontare progetti e individuare soluzioni.
Le persone che compongono l’associazione “Terra nostra” lo ritengono aspetto fondante e affermano la disponibilità ad accettarlo, a qualsiasi argomento si applichi, a proposte proprie o di altri.
…
beh fin qui non mi pare male, anzi, secondo me va approfondita la questione, voglio capire bene, chissà che non troviamo qualcuno disposto davvero a lavorare per la gente, con la gente, grazie alla gente?