In questi ultimi giorni di gennaio sono davvero molti i cittadini orvietani che stanno accorrendo all’info-point allestito dal comune di Orvieto presso gli uffici di Piazza della Repubblica. Motivo? La corsa al permesso per varcare il varco. Mentre la ditta incaricata sta installando le telecamere e relative connessioni per la rilevazione del traffico nei punti strategici e mentre sta partendo la campagna di informazione messa in atto dal comune per dare una informazione puntuale e precisa attraverso opuscoli e pubblicità sui giornali, l’ufficio che ospita il servizio è a dir poco “fuorilegge”. Ad accogliervi c’è un impiegato, un ragazzo gentilissimo che ha qualche difficoltà personale, e mentre è certamente lodevole l’impegno dell’amministrazione di impiegare persone non autosuffienti, è da segnalare come questo ufficio, in questi giorni di grande affluenza, non sia adatto ad un impiego del genere. Intendiamoci la persona in questione è gentile, cordiale, ce la mette davvero tutta (e tenere a bada gli orvietani inferociti non è cosa da poco) ma non riesce a soddisfare la mole di richieste della cittadinanza. Basterebbe affiancargli un’altra persona. L’ufficio comunque è sempre pieno di gente che chiede, si interroga, vuole sapere se potrà passare, dove, come, chi si lamenta, chi aspetta pazientemente e poi scopre di non aver portato tutti i documenti necessari. Il tutto in “comune”, tutti insieme a tentare di spiegare all’impiegato i propri problemi, le proprie necessità. Il tutto, secondo me, in palese violazione del diritto alla privacy. Basterebbe far entrare un cittadino alla volta. L’impiegato, poi, è costretto a fare dieci telefonate al minuto per sentire, chiedere, capire cosa deve fare. Non è lui che è stupido, attenzione, anzi non lo è affatto, è che nessuno lo ha ancora (al 23 gennaio) messo in condizione di risolvere i problemi della cittadinanza in modo autonomo e questo non è successo perché i suoi responsabili non lo sanno nemmeno loro cosa si deve fare, se si deve pagare la marca da bollo o no, e via dicendo. Quindi in questo ufficio, dove se ti va bene ti fanno tornare almeno due volte, ci stiamo passando un po’ tutti un sacco di tempo. Cerchiamo tutti di avere pazienza e rispetto del nostro turno, senza inalberarci subito ad ogni quisquilia, ma caro Comune mettici in condizione di poter usufruire del servizio, in totale rispetto delle nostre esigenze, senza dover per forza raccontare i nostri problemi a tutta Orvieto, senza farci fare la spola tra due o tre uffici, chiedendoci i documenti necessari tutti in una sola volta.
Chiediamo troppo?
Spero di non sbagliarmi,ma credo che tu Monica,parli dei residenti all’interno della Rupe,alle prese con i permessi per la zona ZTL e le “Stanze”.
Mentre io voglio invece segnalare,perche’ e’ doveroso almeno questa volta ,il civile e civico comportamente,su l’identico problema,che il Comune ha riservato ai disabili.
E’ pervenuta loro una lettera,contenente spiegazioni ed un facile questionario da compilare e poi rispedire o consegnare ai VV:UU:
In pratica si chiede di segnalare le autovetture(fino a due),utilizzate per il trasporto del disabile,ed inviare il tutto all’ufficio di Polizia Urbana,che entro 30 giorni dalla ricezione,provvedera’ a far trovare la nuova autorizzazione per circolare in tutta la Citta’ ,presso il Front-office,p.zza della Repubblica 6,previa riconsegna del vecchio contrasseggno.
Come vedi,cara Monica,se volessero,potrebbero anche migliorare e mi sembra pure doveroso aggiungere che la lettera e’ firmata Marino Capoccia,Assessore alla Mobilita’:
Ma per tutti gli altri suo”peccati”,l’assoluzione dell’assessore e’ competenza della collettivita’e non di un singolo “pretonzolo” di campagna,quale io sono.