In vino veritas

Dalla presentazione della prossima edizione di Umbria Jazz, ricordiamo che il Sindaco Mocio ha fatto i salti mortali per ottenere un giorno in più di spettacoli sulla Rupe al modico costo di sonanti euro, è emerso, secondo me,  che siamo veramente dei cretini. Mi chiedo come si possa permettere, o meglio come il nostro Comune con tutti i promotion locali possa permettere che a sponsorizzare l’evento clou nel panorama già scarno di manifestazioni ad Orvieto, arrivino i vini del Trentino quando la nostra terra è ricca di uve pregiate e di vini riconosciuti nel mondo come una delle eccellenze del nostro paese.
Senza nulla togliere ai viticoltori trentini, i quali devono avere promotori certamente più in gamba dei nostri, ritengo che uno sponsor del genere se da un lato porta soldi come tutti gli altri dall’altro offende il grande e qualificato lavoro dei produttori orvietani. Trovo veramente bizzarro che in una terra di uve e vini famosi in ogni parte del globo a pubblicizzare Umbria Jazz sia  il vino trentino. Ma ormai qua da noi è prassi comune che a guadagnarci debbano essere gli altri e perdonatemi se mi viene in mente il discorso dell’oggi onorevole Trappolino quando, non ancora onorevole e forse nemmeno convinto di diventarlo mai, si faceva promotore delle eccellenze orvietane.
Bollicine amare che racchiudono una sconcertante verità: Orvieto è alla frutta

1 Commento »

  Pasquino wrote @

Cara Monica,chi cerca sponsor non va tanto per il sottile.E chi e’ disposto a cacciare i soldi,ovunque e’ il benvenuto.
D’altronde questa “minaccia” oggi concretizzatasi,Pagnotta l’aveva gia’ pubblicamente annunciata,perche’ chi di dovere sentisse ma sopratutto comprendesse che Jazz tirasse.
Ora che e’ divenuta reale,perche’ i “vendemmiatori” orvietani non hanno dimostrato altrettanta “sensibilita’ di quelli trentini,magari mettemdosi in competizione contro di loro?
Perche’ Orvieto e’ cosi’ poco presente nel loro “cuore”e nei loro portafoglio?
La vicenda e’ “scottante ” anche per noi semplici cittadini.
Ma non ci resta che bere quest’altro calice amarissimo,della premiata ditta Mocio&c.
E speriamo che tutti gli operatori economici locali,comprendano finalmente che ” la botte piena e la moglie ubriaca” e’ soltanto un modo di dire e non una teoria economica,di profitto a bassissimo rischio personale.
Cordialita’.


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