La regione Umbria si sta mobilitando ad ogni livello per potersi sottrarre all’applicazione delle nuove norme in materia di sicurezza stabilite nel Decreto appena approvato dal Senato. Tra tutte le norme introdotte credo che affidare ai medici la denuncia di persone fuori legge, irregolari o comunque senza regolari permessi di soggiorno, sia un nuovo calcio ai diritti delle persone. Quando ci si rivolge ad un medico lo si fa perché si sta male, perché si ha bisogno di cure, non esistono lingue, colori di pelle, o ceto sociale, quando la malattia, qualunque essa sia, si impossessa di noi siamo tutti uguali. E non possiamo dar carico ai medici di denunciare persone che a loro chiedono di essere curati. Non possiamo. Se lo facciamo allora non siamo molto diversi da quelli che, qualche decennio fa, hanno chiuso migliaia di gente in vagoni prima e in gabbie di morte poi. Mi auguro che il nostro Presidente Napoletano, uomo di profonda cultura e umanità, si rifiuti di firmare questo scempio e che governi e restauri un clima di estrema indulgenza tra i nostri rappresentanti.
Occorre certamente trovare ed elaborare nuove strategie territoriali ed assistenziale per far fronte al grande problema dell’immigrazione, ma pretendere che un medico che già svolge uno degli incarichi più delicati che ci sia, di fronte ad una persona bisognosa del suo aiuto e della sua comprovata competenza lo debba prima che curare denunciare alle autorità competenti a mio avviso è azione ignobile. Ippocrate forse questo non lo aveva previsto.
No ai medici “sceriffi”
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